venerdì 3 aprile 2009

Svegliarsi

Addormentarsi nel cuore della notte e svegliarsi poche ore dopo per un pensiero sbagliato, che interrompe la fede nel buio, nel silenzio, nella quiete, nella ninna nanna dei sogni, negli stimoli del corpo trasformati in allegorie, nella lontananza delle paure, nella consolazione dell'ignoto. 
Svegliarsi e cercare nella frattura formatasi nell'incoscienza un nuovo pensiero, un pensiero buono anche se intinto di sangue e di falsi miti, ma nulla dura né attecchisce in quella paura: ogni notte è uguale, disseminata di fratture.
"Solo il pensiero giusto," penso, "mi salverà, almeno per questa notte".

2 commenti:

giulia ha detto...

Un pensiero buono... In questo momento non saprei trovarne.
Mi sento un po' come il don Chisciotte di cui hai parlato prima che però si è svegliato e guarda con occhi lucidi la realtà.
Ciao
Giulia

Gioacchino ha detto...

Ho capito che in certi momenti è meglio "dormire", che una veglia continua è un'impresa di cui nessuno sarebbe capace. Il pensiero positivo al quale ricorrere, prima di cedere il posto alle maschere del sonno, potrebbe essere la fiducia che, nel cedere per qualche tempo alle lusinghe del nemico (atto necessario vista la fragilità umana), non ci sottrae alla nostra ricerca della verità, ma anzi ci protegge da altre più pericolose distrazioni.
So che la mia ricerca è vana ma non riesco a staccarmene nemmeno per un paio d'ore la notte, per questo dormire è così difficile e risvegliarsi lo è ancor di più.