mercoledì 4 marzo 2009

L'ideale di Sodoma

La bellezza è una cosa terribile e paurosa. Paurosa, perché è indefinibile, e definirla non si può, perché Dio non ci ha dato che enigmi. Qui le due rive si uniscono, qui tutte le contraddizioni coesistono. Io, fratello, sono molto ignorante, ma ho pensato molto a queste cose. Quanti misteri! Troppi enigmi sulla terra opprimono l'uomo. Scioglili, se puoi, e torna salvo alla riva. La bellezza! Io non posso sopportare che un uomo, magari di cuore nobilissimo e di mente elevata, cominci con l'ideale della Madonna e finisca con l'ideale di Sodoma. Ancora più terribile è quando uno ha già nel suo cuore l'ideale di Sodoma e tuttavia non rinnega nemmeno l'ideale della Madonna, anzi, il suo cuore brucia per questo ideale, e brucia davvero, sinceramente, come negli anni innocenti della giovinezza. No, l'animo umano è immenso, fin troppo, io lo rimpicciolirei. Chi lo sa con precisione che cos'è? Lo sa il diavolo, ecco! Quello che alla mente sembra una infamia, per il cuore, invece, è tutta bellezza. Ma c'è forse bellezza nell'ideale di Sodoma? Credimi, proprio nell'ideale di Sodoma la trova l'enorme maggioranza degli uomini! Lo conoscevi questo segreto, o no? La cosa paurosa è che la bellezza non solo è terribile, ma è anche un mistero. È qui che Satana lotta con Dio, e il loro campo di battaglia è il cuore degli uomini.
(Fedor Dostoevskij, I fratelli Karamazov, Sansoni, 1966)

5 commenti:

sabrinamanca ha detto...

Mi scuso subito (e infinitamente chino il capo)per il paragone che farò con qualcosa che ho scritto ma è solo per dirti quanto sento mio questo brano dai fratelli Karamazoff:

(dal mio diario di gravidanza)

Ho paura, figlia mia, di dirti troppe bugie, o di dirtene troppo poche.
Che la vita è bella, che stare al mondo è una gran fortuna, che la felicità esiste e non è lontana.
Sono tutte bugie sai, tutte bugie che ti dirò insieme ad altre, ancora più grandi.
Ti spiegherò la bontà, la generosità, l’onestà, la coerenza, la tolleranza, l’amicizia, l’amore, la disponibilità, l’empatia, e tu crederai che sono loro che fanno girare il mondo, svegliandoti un giorno con il sapore amaro del disincanto.
Non capirai il perché di quegli insegnamenti che non corrispondono ad alcuna realtà, meno che meno alla mia. Avrai ragione, sai, quando dirai che nulla ha senso, che siamo zattere sballottate dalle onde di un oceano senza terra.
Ti dirò allora qualcosa che potrà forse dare un significato alla confusione.
Gli uomini sono quella confusione. Gli uomini dicono e fanno tutto e il contrario di tutto, persuasi che esista un ordine in questo caos. Ma è il caos la meraviglia, così come lo è la trasgressione ai valori che cerchiamo di imporre alle società in cui viviamo per non farci troppo male l’un l’altro.
Possiamo essere tutto ciò che vogliamo, figlia mia, cattivi, disonesti, avari, egoisti, senza per questo perdere la nostra umanità, e anzi, è in questi comportamenti che la vedremo nella sua luce più limpida.
Non prendere mai su di te la colpa della tua umanità, figlia mia, abbi compassione di te, abbi tenerezza verso ciò che sei, tu, unica al mondo.

Gioacchino ha detto...

Ciao, Sabrina. Credo che l'Autore non disdegnerebbe il paragone; quanto meno dimostri ciò che, a volte come a una superstizione, ho sempre creduto: quando si scrive un diario non lo si fa solo per se stessi. E' un modo, tra gli altri suoi fini, per ribadire idee che appaiono incomprensibili, sbagliate, o incomunicabili a un interlocutore che sia distante dal nostro cuore. Se tua figlia leggerà ciò che hai scritto sono certo che capirà.
Da qualche anno anche io mi trovo coinvolto, però non da genitore, nel difficile compito di "dare un significato alla confusione" per una bambina: la sua capacità di comprensione e quella di soffrire per ciò che non comprende mi sembrano a volte la riproduzione in piccolo della meravigliosa mescolanza di speranza e di disincanto con le quali io invece stento a venire a patti, ma che in fondo costituiscono l'essenza umana. In merito al nostro ultimo discorso a proposito del valore del dialogo, io lo ritengo necessario e possibile, perché come hai scritto oggi sul tuo blog esiste il dubbio, che per me non è altro che la presenza dentro ogni essere umano di ideali diversi, ideali eterni, che si avvicendano, interagiscono tra loro, traggono forza - ora gli uni ora gli altri - dall'empatia con altri esseri umani. Il nostro dovere è capire.
Ti lascio dedicandoti una frase di Salman Rushdie, posta a chiusura della difesa dei suoi "Versetti satanici", che gli procurarono - come sai - non pochi guai: "La vita ci insegna chi siamo". Un caro saluto,

Gioacchino

Adryss ha detto...

Ciao, sono capitato per caso sul tuo blog e mi è sembrato molto interessante. Anch'io ho un blog, diciamo di ambientazione letteraria, ma senza troppe pretese, e volevo chiederti se posso linkarti. Se ti va di curiosare, l'indirizzo è adryss.blogspot.com

Gioacchino ha detto...

Adryss, non posso che essere lieto della tua richiesta, soprattutto dopo aver letto alcune pagine del tuo blog. Da qui potrebbero nascere altri scambi e altre letture. Ciao,

Gioacchino

Adryss ha detto...

Ti chiedo scusa per il ritardo, sono contento che hai accettato questo scambio di link... Sempre disponibile per scambi di opinioni su future letture. Ci si vede, ^^